"Me ne stavo lì, a terra. Con un fiotto di sangue che si riversava su quel freddo e desolato marciapiede. Stavo crepando. Lo sapevo e non potevo farci niente, se non aspettare la morte..."


(da “L’inferno” di Sam Stoner)


lunedì 6 maggio 2013

Sam Stoner presenta Marco Proietti Mancini






da sinistra, Sam Stoner e Marco Proietti Mancini





Roma, via Tiburtina, libreria Arion,
Sabato 4 aprile, ore 18.
Presentazione del romanzo “Gli anni belli” di Marco Proietti Mancini.
Con Sam Stoner.



Peccato per voi che non eravate presenti.

Scintille, giochi pirotecnici, vibranti scosse telluriche hanno animato la platea presente tra gli scaffali della libreria Arion di via Tiburtina. Astanti, chiamati dalla roboante voce di Sam Stoner, hanno assiepato vetrine e atrio. Incantati come Ulisse dal canto delle sirene, si sono fatti sedurre dalla prosa di Marco Proietti Mancini.

Tramonti romani, sapori della cucina di casa, intrecci famigliari, pugni scagliati contro il destino e lacrime d’Amore. Sì, Amore, quello con la A maiuscola. Un Amore che non solo domina il romanzo ma che ha dominato anche l’intero pomeriggio Proiettiano.

Mi sono fatto maschera e attore, oratore e ciambellano, inchinandomi davanti alle parole e ai periodi, alle pagine che scorrevano incessanti nelle orecchie della platea e nelle mie. Deliziati, incantati impossibilitati a condurre il pensiero altrove se non sulla storia di Benedetto ed Elena. Una storia, la loro, che è una favola.
Perché sognare è un dovere al quale non ci si dovrebbe mai sottrarre. Per questo Marco condivide con noi questa storia. Per non farci dimenticare dei sogni e per per donarci emozioni profonde, sempre ammantate dalle vesti delicate e magiche della sua prosa.

In questo pomeriggio di maggio, Marco ha dato tutto se stesso, sudato, sfiancato e felice. Dediche e firme sui tomi acquistati, sorrisi e flash in un sabato che ha segnerà i ricordi dei presenti. Ricordi che avranno con sé dopo aver letto “Gli anni belli”. Forse non lo sanno ancora, ma lo so io. Non hanno scampo. Per loro fortuna.


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Gli anni belli. Storia d'amore tra le due guerre.
Marco Proietti Mancini
Edizioni della Sera
Pag. 415
Anno 2013
Brossura

 

domenica 7 aprile 2013

RECENSIONI: Fabio Mundadori | Occhi viola


La lettura procede spedita fin dalle prime pagine.

Tutto in questo racconto di circa 100 pagine fila via liscio: la storia, l’indagine, il ritmo, la caratterizzazione dei personaggi: la protagonista è ben definita, il commissario, ironico e cinico, non si sbrodola mai addosso come spesso accade in altri romanzi (non di Mundadori ma di alcuni che pubblicano. Chiamarli scrittori significherebbe sputare in faccia al noir.)

Qualche parola in più bisogna spenderla per il personaggio del bambino.
I bambini sono dei rompicazzi micidiali, complicati da gestire in questi contesti, di solito sono usati per giustificare ingenuità proprie della storia facendoli agire come adulti o ancor peggio si attribuiscono loro dei lampi deduttivi estranei al mondo fanciullesco.
Fabio invece tratteggia con onestà e coerenza il bambino, non è funzionale alla storia, né fa parte. È un bambino sveglio, ma pur sempre bambino. E Fabio lo sa bene.
Qualche parola in più avrebbe invece dovuto spenderla Fabio su Occhi viola, la protagonista, personaggio complesso, la cui psicologia emerge quasi sempre attraverso le sue azioni. Il che va bene, ma sarebbe stato necessario scrivere dei capitoli in flashback. Occhi viola, nel finale, sorprende con decisioni e azioni forti e apprezzabili. Badate, parlo di sorprese non di colpi di scena, quelli che arrivano sulla pagina come conigli estratti dal cilindro dal mago/scrittore di turno. Per fortuna Fabio non ha seguito corsi di magia e così ogni evento narrato è sorretto da una ferrea logica, una struttura che mai sbanda e personaggi coerenti.

Riguardo la struttura.
I capitoli sono molti. Alcuni di un paio di pagine. E quelli dedicati a Occhi viola sono da questa narrati in prima persona. Il tutto però funziona. Si tratta di un montaggio cinematografico che tiene alta la tensione e non confonde mai.

Lo stile è asciutto e al servizio della storia. Fabio si concede qualche licenza letteraria solo nell’incipit, licenza ben riuscita, una scrittura che è nella sua penna eppure Fabio non indulge, come molti altri scrittori italiani di thriller, nelle descrizioni. Descrizioni che detto tra noi spaccano le palle al lettore. (Vedi la descrizione dei fiori nel giardino del laboratorio della scientifica nel primo romanzo di Faletti. Pagine degne di essere presenti in un manuale di giardinaggio.)

Il finale prevede esplosioni e sparatorie, risse e fughe. Molto alla Die Hard, come dice lo stesso Fabio. Tutte scene ben scritte, con un ottima tempistica e un ritmo capace di accompagnare l’azione. La mia scena preferita resta la fuga del bambino e la successiva caccia. Davvero ben scritta.


Fabio Mundadori (Foto di Cinzia Volpe)
La tensione e l’azione sono due elementi che Fabio sa dosare al meglio, tra un proiettile, un’esplosione e un corpo a corpo, ciò che rimane in primo piano sono sempre le emozioni dei personaggi.

Lettura consigliata.
 
Occhi viola
Fabio Mundadori
Ego Edizioni
pag. 100
 
 

 

 

lunedì 1 aprile 2013

Sam Stoner presenta Gli anni belli

 



Giovedì 21 marzo. Ore 18. Biblioteca Borghesiana.
Un ex stalla. Pregevole costruzione riqualificata. Un’oasi culturale nel mezzo di una sempre più violenta desertificazione mentale. Silvio Cinque è la mia guida. Silvio Cinque il maestro di cerimonie. Capelli canuti e un entusiasmo da adolescente. Soprattutto passione. Passione per la propria missione: allevare i bambini del quartiere a suon di libri e farne teste pensanti e non carcasse logore di arrivismo.
Dopo di me, colui deputato a presentare, arriva l’autore con famiglia a seguito. Poi arriva la platea. Occhi curiosi, occhi che hanno letto molto. Sarà una passeggiata fargli piacere il romanzo, sarà complicatissimo mantenere viva la loro attenzione, ma sono preparato. Ho messo da parte tutte le emozioni che Gli anni belli mi hanno donato. E con le emozioni non si scherza. 
 
Basilica S. Lorenzo, 1930, Roma

Si parte. Sfodero i primi assi nella manica. Coinvolgo l’autore. Cito pagine inaspettate. Leggo periodi che spiazzano, periodi che narrano dell’emozione dei protagonisti e poco della storia. Perché Gli anni belli è prima di tutto Emozione e solo dopo una storia.

Pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo impaziente. Parole, migliaia, che creano universi fino allora sconosciuti. Parole che costruiscono il ricordo di emozioni. Le strade di Roma, il suo cielo al tramonto che sembra dipinto di fresco, il quartiere di San Lorenzo con le botteghe aperte e le donne sedute a parlare e sparlare del quartiere e di chi ci abita, estranee a tutto il resto, perfino alla guerra. L’odore dei panifici e del pane caldo, il profumo del latte messo a bollire al mattino e che si diffonde per casa.
Codifica sensazioni e ricordi. Ecco cosa fa Marco Proietti Mancini, attinge alla memoria di ognuno, a un quotidiano a volte perso e che meriterebbe essere recuperato per poi adagiarlo sulle pagine, come farebbe un padre con il figlio che dorme, attento a non svegliarlo, attento a preservare i suoi sogni. La famiglia prima di tutto. Gli affetti che diventano pilastri di una vita altrimenti incomprensibile.

Emoziona la sua scrittura. Ma non si tratta dell’emozione di un cadavere che penzola da un palazzo, è quella più delicata e quasi impalpabile dell’amore profondo. Quella che non si dimentica più.

Biblioteca Borghesiana, Roma
 
Lui, Marco, inganna chi legge, suggerisce una storia tra due giovani innamorati per poi rivelare, solo alla fine, l’affresco di molte vite, l’abbraccio che non molla la presa delle sue parole. Ed ecco arrivare la speranza, il sogno, il tornare bambini e diventare adulti, i riti di passaggio, gli addii, il ritrovarsi, il vibrare di anime e di speranze.
Alla fine capisco che non devo convincere nessuno a leggere questo romanzo, posso suggerire di farlo, sottovoce, quasi geloso di condividerne l’emozione. Un sussurro che ognuno in sala coglie. Perché si sa, i sussurri del cuori non si perdono mai.

 


 
Gli anni belli
Marco Proietti Mancini
Brossura
Pag 420
Edizioni della Sera

 

 

 

 

venerdì 22 marzo 2013

Mr Noir dei miei coglioni

di Sam Stoner

Ecco come ci si sente dopo aver scritto un fottuto capolavoro senza che un solo Tg nazionale ne parli. Anche se detto tra noi, non passeranno 24 ore che elemosinerò una recensione su un qualsiasi giornaletto di quartiere. Ieri per la prima volta ho fatto entrare in casa un testimone di Geova con l’intento di vendergli il mio racconto. Abbiamo iniziato con il vedere le immagini di orsi che leccano miele dalla mano di ragazzine e siamo finiti con il vedere le foto delle infermiere sexy scartate per la locandine del racconto. Pensavo ormai di averlo in mano ma il pivello è riuscito a estorcermi un abbonamento annuale alla sua rivista in cambio di un acquisto su Amazon.
Per festeggiare ho ritagliato una corona da una scatola di scarpe e ho stappato un Tavernello in tetrapack.
Ora se tu stai leggendo questo post e non hai acquistato il mio racconto a 1 fottuto euro virgola 49 fottutissimi centesimi allora sei un gran bastardo. E te lo dico con il cuore.
Per la miseria, ci ho messo dentro uno stupro, una transessuale, un cinghiale selvatico, un’infermiera troia, un branco di naziskin, una suora sessualmente pervertita, criminali sloveni ed ELVIS PRESLEY!
Cosa volete ancora? Non siete altro che delle sanguisughe!
Basta, me ne torno a scannocchialare la dirimpettaia che ha l’abitudine di stare per casa mezza nuda.
 

 

 

venerdì 1 marzo 2013

Corpifreddi e Sam Stoner


 
Sangue, risate e morti.
Mi piace giocare con il fato essendo io il solo e unico dio della mia pagina.
Ed ecco Elvis Rosso Sangue, il racconto lungo che ho spedito al concorso Corpifreddi.
Primo classificato.
Mi vanto, mi do pacche sulle spalle, lancio baci allo specchio. Celebro il mio Ego con lanci di monete di cioccolata.
Un anno. Dodici mesi. Quarantotto settimane per arrivare alla pubblicazione. Neanche per un parto alieno.
Ora è arrivato.
10.03.2013
Sconquasserò il mondo noir romano.
Io il nuovo fottuto Re di Roma.
Alloro sulla mia testa!

martedì 19 febbraio 2013

Il Re torna con un crime!

JOYLAND questo il titolo del nuovo romanzo di Stephen King in uscita mondiale per il prossimo 4 giugno.
 
In Italia sarà pubbicato da Sperling con traduzione di Giovanni Arduino.
 
Un crime per il Re, comunque non a digiuno di questo genere, letto con avidità negli anni dell'adolescenza e praticato nel corso degli anni con ottimi risultati. Ricordiamo: Colorado Kid, 1922 (presente in Notte Buia, niente stelle), La morte di Jack Hamilton (presente nella racconta Tutto è fatidico) e l'ottimo crime Torno a prenderti.
Questa scelta è frutto dell'accordo con la casa editrice Hard Case Crime specializzata nella pubblicazione di opere Hard Boiled, non a caso il racconto Torno a prenderti fu pubblicato proprio con la stessa casa editrice.
La storia è ambientata in un parco divertimenti del Nord Carolina, nell'anno 1973, e riguarda un giostraio che deve affrontare "l'eredità di un crudele assassino e il destino un bambino morente".
 
 
 

lunedì 18 febbraio 2013

Presentazione del mio racconto "L'amore, questo bastardo"

Da sinistra, Cristiana Iannotta e Sam Stoner


Presentazione “L’amore questo bastardo” di Sam Stoner
Roma, 14 febbraio 2013
Centro Culturale Elsa Morante

Digressione brillante dai miei consueti binari Noir. Sì, mi sono concesso una piccola ma fruttuosa vacanza partecipando a un concorso per racconti brillanti sull'amore. Ovviamente non nutrivo alcuna speranza, il solo intento era accettare l'invito di una carissima amica Roberta Gregorio.
Ho scritto, ho inviato, ho vinto: 3° posto. Niente male come esordio in un genere per me nuovo.

E' seguita la pubblicazione in ebook e la presentazione che non sarebbe potuta avvenire se non il giorno degli innamorati, vista la matrice dissacrante e cinica del mio racconto amoroso.

Avevo sperato in una presentazione che avesse poco di istituzionale e che fosse più un alternarsi di riflessioni sull’amore, da parte mia e delle persone presenti. Così è stato.
Atmosfera allegra e ironica. Ci siamo concessi qualche pensiero importante, venuto sia dalle donne che dagli uomini, ma solo qualcuno.

Ho parlato delle mie tragiche esperienze amorose, il che spiega in parte le mie esternazioni sull’amore e il tono cinico nei racconti, e di come io ne sia uscito fuori. Uscito fuori… si fa per dire.
Ho letto qualche pagina de L’amore questo bastardo, ma non le pagine più ciniche a detta di alcune lettrici presenti. Questo avvalora il diverso punto di vista maschile e femminile.

Molti visi amici, qualche scrittore (eravamo in sei), molte belle donne, bisogna dire che il livello medio di beltà ha registrato picchi inesplorati, molte teste pensanti, il che unito ai corpi tutte curve faceva delle presenti delle donne moooolto pericolose.

Sul palco, cari amici che hanno accettato il mio invito. Cristiana Iannotta autrice dell’opera “Senza rete di protezione”, esilarante racconto sulla vita di coppia e del tentativo di avere un bambino visto sia dal punto di vista femminile, decisamente pragmatico, e di quello maschile, a dir poco sognante. Poi la scrittrice Cinzia Giorgio, a giorni uscirà il suo giallo L’Enigma Botticelli, finalista al premio tedeschi 2012, e il direttore del Centro Pier Luigi Manieri, scrittore e saggista.

Con il mio racconto ho indagato alcuni meccanismi propri dell’approccio e delle prime uscite di coppia, con il racconto di Cristiana siamo passati al matrimonio e all’avere un bambino. Un filo narrativo interessante che ha in comune la visione dell’uomo nella veste di compagno come fantasma, un ectoplasma che quando agisce incasina le cose. Meglio che pensi a vedere le partite e il gran premio e che vada a giocare a calcetto.

Per tutto il resto ci pensa la donna. Decide anche se e come stare insieme. Decide quanto e quando e se sposarsi. Insomma, noi uomini non siamo in grado di andare oltre alla rosa regalata per le feste comandate e al sesso. E a dire la verità, già solo ricordarsi la data di un anniversario la vedo una sfida importante.

Ringrazio Claudio Biondi, Marco Proietti Mancini, Pier Luigi Manieri e Pietro Alercia (sì, prima gli uomini e poi le donne!) e poi Cinzia Giorgio e Cristiana Iannotta, Alessandra Rinaldi , Elisabetta, Luigina Bongo e Paola Barbuto, Alessia Zarrelli, Daniela Floreani, Graziella Passeri, Francesca Staiti, Barbara Petrocchi e quanti con la loro presenza hanno contribuito a rendere piacevoli e divertenti le due ore passate a disquisire d’amore.
Scarica la versione ebook del racconto a soli 0,99 euro sul sito ufficiale http://lamorequestobastardo.blogspot.it